Unesco

Sito Unesco

Un paesaggio da favola

Patrimonio dell’Umanità
T

re caratteristiche uniche per un territorio da favola. Dal 2019 le Colline di Conegliano Valdobbiadene sono iscritte a “Patrimonio dell’Umanità” nella lista dei paesaggi culturali da tutelare. I 97 chilometri quadrati di declivi vitati e di borghi tra Conegliano e Valdobbiadene sono l’ottavo sito veneto e il 55° sito italiano sotto l’egida dell’Organizzazione mondiale delle Nazioni Unite per la cultura che tutela 1121 luoghi unici in 167 paesi. È l’unico caso al mondo, fra i siti viticoli, a puntare sul paesaggio.

Dal 2019 le Colline di Conegliano Valdobbiadene sono inserite tra i siti dell’Unesco e sono l’unico caso al mondo, fra i siti viticoli, a puntare sul paesaggio

Le Colline di Conegliano e Valdobbiadene sono il 10° sito iscritto alla categoria di “paesaggio culturale” e devono questo riconoscimento a tre particolari caratteristiche geomorfologiche e culturali che rendono questo territorio unico al mondo: l’hogback, ovvero una conformazione costituita da una serie di rilievi irti e scoscesi (da cui il termine “a schiena di maiale”) intervallati da piccole valli parallele tra loro, il ciglione, particolare tipo di terrazzamento che utilizza la terra inerbita al posto della pietra, ed un paesaggio agrario definito “a mosaico”, fortemente parcellizzato e intervallato da piccoli boschetti.

Ma l’unicità del paesaggio delle colline ricamate dai vigneti, dai pendii impervi che richiedono fatica e lavoro interamente manuale, è dovuto anche all’impegno che generazioni di viticoltori hanno speso nelle vigne per forgiare “i mosaici”, che oggi ammiriamo, e i caratteristici “ciglioni”, che contraddistinguono la viticoltura del territorio. Nel caso del Conegliano Valdobbiadene Docg, già dal Medioevo la struttura mezzadrile ha creato appezzamenti di piccole dimensioni che si sono mantenuti fino ai nostri giorni, creando un mosaico di piccole vigne che si inframezzano al bosco. Questa struttura, in abbinamento alle sistemazioni del terreno, in particolare ai ciglioni erbosi che si arrampicano sulle ripidissime pendici collinari, documentati almeno dal 1600, contribuisce all’unicità dell’area e alla bellezza dei luoghi. Alle forme del paesaggio si associano poi le architetture degli impianti viticoli e le tecniche di allevamento, le quali conferiscono ulteriori elementi di diversificazione ed unicità rispetto ai paesaggi viticoli già eletti nella World Heritage List.